La Madonna Nera |
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gironzolano i soldati della Rivoluzione francese e il santuario è diventato un accampamento e una scuderia. Dove risuonava il canto dei monaci, ora si sente il calpestio dei cavalli, le bestemmie e le risa sguaiate dei soldati e le grida imperiose degli ufficiali. Paglia e sterco per terra, odore di polvere da sparo e di acquavite tra le navate profanate. La statua della Madonna viene tolta dall'altare e mandata a Parigi. Là si accorsero che si trattava di una copia e non dell'originale. I monaci avevano messo in salvo la statua risalente alla metà del XV secolo. Gli ufficiali francesi ordinarono invano una ricognizione. La fuga con la statua originale comportò molti pericoli. Fu nascosta prima in una stalla di un paesino vicino ad Einsiedeln (Alptal) da un impiegato del monastero (Placido Kälin), poi ad Haggenegg sopra Svitto e a Bludenz in un monastero di monache. Finalmente raggiunse Trieste, senza subire danni. Il Direttorio di Parigi decise di far demolire la Cappella della Madonna e i soldati la rasero al suolo con tutti gli attrezzi a disposizione. |
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| La mèta dei pellegrinaggi doveva scomparire I Francesi si rendevano perfettamente conto di ciò che stavano facendo: per loro non aveva nessuna importanza la statua come opera d'arte; ciò che li attirava era solo il materiale prezioso. Il Direttorio sapeva benissimo che fin quando ad Einsiedeln fosse esistito il santuario, i pellegrini di tutta l'Europa si sarebbero incamminati per venerare la Madonna Nera e così anche il monastero avrebbe avuto una ragione per continuare ad esistere. La statua della Madonna nella Cappella è il punto focale della vita del monastero. All'inizio c'era la Cappella di San Meinrado La storia della Cappella risale a San Meinrado: gli eremiti che seguirono le sue orme nella Foresta Scura costruirono 40 anni dopo la sua morte una Cappella che dedicarono a Cristo Salvatore. Il primo abate della comunità benedettina, Eberardo di Nellenburg, vi costruì accanto una chiesa dedicata alla Madonna e a San Maurizio, che fu consacrata nell'agosto del 948. Il 14 settembre dello stesso anno avvenne anche la consacrazione della Cappella del Salvatore. La leggenda della dedicazione angelica La notte prima della consacrazione il vescovo Corrado di Costanza si è raccolto in preghiera ed ebbe una visione: Cristo Salvatore discese dal cielo e andò all'altare con i paramentidi colore violaceo. I quattro evangelisti gli porgevano la mitra, gli angeli portavano il turibolo e cantavano in coro sotto la direzione dell'arcangelo Michele. San Pietro portava il pastorale e molti altri santi partecipavano alla liturgia. Cristo stesso consacrò la Cappella a Maria sua madre. Questa leggenda spiega come mai la Cappella del Salvatore divenne la Cappella della Madonna, e questo luogo diventò un luogo di pellegrinaggio e di preghiera. Il 14 settembre si celebra anche oggi la festa della "dedicazione angelica". La sera tutta la facciata del monastero e del santuario e la Cappella della Madonna risplendono della luce di migliaia di lumini. |
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La statua della Madonna |
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restaurato e a quell'anno 1466 si può far risalire la presenza storicamente documentata dell'attuale statua della Madonna che ancor oggi accoglie i pellegrini con il suo sguardo pieno di bontà. È quella la statua che il generale francese cercò invano. La Madonna è rapprentata in piedi. La scultura dalle dolci curve tardogotiche irradia grazia. La gamba destra è un po' spostata in avanti, i capelli pettinati all'indietro ricadono ondulati sulle spalle; la veste a pieghe, raccolte dalla cintura, arriva fino ai piedi. Alcuni studiosi di storia dell'arte pensano che l'opera provenga dalla Toscana e risenta per la sua sobria eleganza dell'influsso del primo Rinascimento. Non si sa precisamente quando ebbe inizio l'antico uso di adornare la Madonna e il Bambin Gesù con un manto magnificamente ricamato, di colore diverso secondo le feste dell'anno liturgico. Solo il viso e le mani sono scoperti. La Madonna e il Bambino portano una corona. Nella santa Cappella si sono inginocchiati molti pellegrini, da San Nicolao della Flüe, patrono nazionale della Svizzera, a Giovanni Paolo II nel 1984. | |||
"Sono nera, ma bella" (Cantico dei cantici 1,5) |
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| La Madonna di Einsiedeln e il Bambino sono di color nero, come molte altre statue della Madonna, sparse in tutta l'Europa. Scura e poi nera è diventata nel corso dei secoli questa statua di legno per il fumo delle candele, delle lampade ad olio e dell'incenso. Prima di fare ritorno ad Einsiedeln nel 1803 con grande solennità e gioia, fu sottoposta ad un restauro in Austria. L'artista la ripulì ridando una tinta color carne alla Madonna e al Bambino. Ma la gente rimase delusa: "Non è la nostra Madonna, questa, la nostra è nera". L'artista dovette ridipingerla in nero e da allora nessuno ha pensato di cambiarla. La nuova Cappella La Cappella della Madonna, distrutta nel 1798 dai soldati francesi, fu ricostruita in stile neoclassico nel 1817 e rivestita di marmo nero. Ora risplende sotto l'imponente ottagono. |
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