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La vocazione monastica Non basta indossare una tonaca e cantare "Gloria Patri". Chi vuole incamminarsi sulla via che porta alla pienezza della vita monastica deve rinunciare ai beni terreni e alla famiglia, deve sapersi inserire e vivere in una comunità. Nessuno sceglie chi l'ha preceduto in questo cammino. Soprattutto deve cercare Dio con ferma e sincera volontà. Per questo rifletterà a lungo sulla sua vocazione e i confratelli lo aiuteranno in questo sforzo di chiarificazione. |
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Un lungo cammino |
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In monastero nella vita quotidiana non c'è nessuna differenza tra i monaci sacerdoti e quelli non sacerdoti: a ciascuno viene assegnato un compito specifico secondo la propria attitudine. San Benedetto definisce il monastero una "scuola del servizio del Signore". Il monaco è sempre in cammino verso l'incontro con Dio e non ha mai finito di imparare. I voti monastici legano il monaco ad una determinata comunità, per esempio a quella di Einsiedeln. San Benedetto parla di "stabilità". Il monaco si impegna nella forma di vita monastica: ciò comporta la rinuncia a possedere, a fondare una famiglia, approfondendo la propria capacità di amare in un rapporto sempre più profondo con Dio e con il prossimo. La comunità gli mette a disposizione tutto il necessario. Nello spirito di obbedienza il monaco si inserisce in tutti i momenti e aspetti della vita comunitaria, condividendone le gioie e le difficoltà. Il monaco benedettino predilige i momenti di silenzio e di raccoglimento, non mette se stesso al centro, ma contribuisce a creare un'atmosfera schietta e gioiosa. Qui ad Einsiedeln i monaci e i pellegrini venerano come modello di vita benedettina il Servo di Dio Fratel Meinrado Eugster, morto nel 1925, di cui è in corso il processo di beatificazione. |
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Indirizzi |
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| Gastpater: P. Jean-Sébastien Charrière Tel. 055 / 418 62 40 Fax 055 / 418 62 39 E-Mail: Gastpater |
Novizenmeister: P. Dr. Gregor Jäggi OSB Tel. 055 418 65 22 E-Mail: Novizenmeister |
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